Fine dei tempi o fine del tempo?

Il 21 dicembre del 2012 è additato come un possibile momento di grande cambiamento: per alcuni sarebbe la fine del mondo, per altri un momento di “ascensione” verso una dimensione più spirituale. Il tempo, ha spiegato Albert Einstein (teoria della relatività) non è qualcosa di costante ma è relativo. Sebbene siamo abituati a considerare il tempo come qualcosa di fisso, esso è piuttosto qualcosa di elastico: se   qualcosa si muove ad una velocità prossima a quella della luce, il tempo per quel qualcosa rallenta. E viceversa: se un corpo rallenta, il tempo passa più velocemente.

Il “Punto Zero”

Secondo il criticato ricercatore Gregg Braden questo è esattamente quello che sta accadendo. La rotazione della Terra starebbe  rallentando e quindi il tempo  accelerando. Braden conforta le sue affermazioni citando la risonanza di Schumann, ovvero il campo magnetico terrestre composto da forze elettromagnetiche a bassa frequenza (ELF) che “rimbalzano” sulla ionosfera creando una frequenza. In termini meno scientifici è come se fosse il battito cardiaco terrestre. Quando fu scoperta alla fine degli anni ’50  la risonanza era di 7,8 Herz. Adesso, secondo Braden,  si sarebbe quasi avvicinata a 13 Herz, facendo sì che una giornata di 24 ore sembri per noi durare solo 16 ore. Avremo quindi già perso un terzo della nostra giornata, senza che ce ne rendiamo conto. Braden continua affermando che la rotazione terrestre si fermerà nel suo moto rispetto al sole, guarda caso proprio il 21 dicembre 2012 e inizierà a ruotare nella direzione opposta dopo che sarà avvenuta una inversione dei poli terrestri. Si tratterebbe di un fenomeno che gli scienziati conoscono come qualcosa che è accaduto sulla terra in passato, ma di cui non si capiscono esattamente le cause. Braden risponde che, essendo la terra un gigantesco magnete, se invertiamo la rotazione di un corpo ne invertiamo il campo magnetico. Il momento di “stop” della rotazione produrrebbe quello che Braden ha definito il “Punto zero” del tempo, una specie di “reset” della griglia magnetica terrestre che avrebbe la possibilità di riformarsi, creando una sorta di nuova “Matrix” universale. Quel momento di “tempo zero” sarebbe quindi cruciale per poter ri-creare un mondo diverso, segnerebbe la fine di un vecchio paradigma e l’inizio di uno nuovo. Sebbene la teoria di Braden sia molto affascinante, non ha trovato riscontro unanime a livello della comunità scientifica, ma certamente ha attirato l’attenzione di milioni di persone sull’argomento, in quanto combacia anche con quella di molte profezie e tradizioni, come quella tolteca o maya.

Noosfera e noetica

L’evoluzionista gesuita Pierre Teilhard de Chardin ha teorizzato che la Terra stia sviluppando quella che ha definito una sua “noosfera” , una specie di “coscienza collettiva” degli esseri umani che scaturisce dall’interazione fra le menti. La noosfera si sarebbe sviluppata con l’organizzazione e l’interazione degli esseri umani a mano a mano che essi hanno popolato la Terra. Più l’umanità si organizza in forma di reti sociali complesse, più la noosfera acquisisce consapevolezza. La noosfera, inoltre, starebbe espandendosi verso una crescente integrazione e unificazione che culminerà in quello che egli definisce Punto Omega, che costituisce il fine della storia, la fine del tempo. Suona familiare?

A corroborare le intuizioni di Teilhard de Chardin è arrivata una scienza moderna, la noetica, al suo sviluppo ha contribuito un noto maestro spirituale indiano di Advaita Vedanta, Ramesh Balsekar, ex presidente di Bank of India, che ha dedicato gli ultimi anni della sua vita alla condivisione spirituale. Il pensiero di Balsekar in una riga è che: “Tutto quello che esiste è Coscienza”, che non esiste un sé separato nelle varie forme viventi, ma ci sarebbe un unico Sé a vivere attraverso di esse. In pratica, ci sarebbe una sola Mente, come l’avrebbe chiamata Buddha, che non sarebbe personale e  non sarebbe separata dall’Universo ma sarebbe Uno con esso. L’Istituto di Scienze Noetiche è stato fondato nel 1973 dall’astronauta dell’Apollo 14 Edgar Mitchell, con lo scopo di supportare la trasformazione individuale e collettiva attraverso la ricerca sulla coscienza umana e le sue relazioni con la materia. Secondo il ricercatore Dean Radin, decano dell’Istituto di Noetica, mente e materia si influenzano reciprocamente: la Matrix di Braden e la Noosfera di Teilhard de Chardin acquisirebbero un senso interessante nella tematica di una fine dei tempi o convergenza verso un momento critico di risveglio del pianeta stesso.

Un unico Essere

“Siamo rimasti scioccati nell’apprendere, all’alba del ventesimo secolo, che la materia e l’energia erano essenzialmente la stessa cosa”, dice Radin. “E se all’alba del ventunesimo secolo facessimo la scoperta ugualmente scioccanteche la mente e la materia sono essenzialmente la stessa cosa?”.

All’interno della ricerca “Progetto Consapevolezza Globale” (GCP), a cui partecipano 75 scienziati tra cui Roger Nelson, psicologo della Princeton University, eventi di scala globale possono far convergere le menti individuali, fondendo le nostre coscienze separate in un insieme unificato e coerente che influenza la materia.

Se un gruppo di menti individuali sono allineate, quell’allineamento dovrebbe propagarsi in tutto l’universo, come onde in un lago”, afferma Radin che spiega come lui e i suoi colleghi cerchino queste onde con dei dispositivi chiamati “generatori di numeri casuali”. Gli scienziati sono alla ricerca di coerenza, ovvero di mutamenti nella stessa direzione di tutti i dispositivi durante importanti eventi mondiali.

L’11 settembre 2011, poche ore prima dell’attacco al World Trade Center, ci fu un picco anomalo nei trentasette generatori di numeri casuali monitorati in quel momento. “Si ebbe una crescita uniforme, tra tutti i dispositivi, in quello che gli studiosi di statistica definiscono uno «scostamento»”, dice Radin. “Immagina ogni dispositivo come una piccola campana che tintinni. Se tutte le campane stanno tintinnando allo stesso modo nello stesso tempo, quello che senti è il suono di un’unica, grande campana”. Quella mattina in coincidenza con l’attentato alle Torri Gemelle “la campana stava suonando in modo davvero fragoroso, un evento che aveva una probabilità di verificarsi pari a uno su quattromila”. Un caso oppure una sincronicità?

Anche se le anomalie sono autentiche, nessuno sa cosa significhino. La mente influenza la materia? La materia influenza la mente? O il burattinaio è una terza forza sconosciuta? Cosa riserva il futuro? Radin sta studiando la mente che trascende il tempo e lo spazio. Nei precedenti esperimenti di laboratorio sulla precognizione, ha scoperto che la gente sembra sapere quando sta per vedere delle foto sconvolgenti: prima che una persona veda una foto provocatoria, selezionata a caso da un computer, l’attività elettrica della sua pelle aumenta. E il 21 dicembre del 2012 che tipo di convergenza sembra indicare? Se digiti la fatidica data su Google, il riferimento compare ben, 2,3 miliardi di volte e cresce ogni giorno. Se stiamo con quello che afferma la noetica, qualcosa potrebbe accadere, perché la convergenza del pensiero è su quella data e/o viceversa.

Profezie

Un lama tibetano, conosciuto come l’oracolo di Shamballah del monastero Gyandrek Kailas, ha inviato una lettera alla NASA, prevedendo per il 21 dicembre circa due settimane di apocalisse, a cui gli esseri umani sopravviveranno per la maggior parte, ma che creerà serie conseguenze per diversi mesi.

“Verrà il buio”, ha affermato il lama, “La Terra sta attraversando la linea zero nella nostra galassia entrando in quella fase in cui non verrà emessa alcuna risorsa energetica”. Tre giorni e tre notti di buio, senza nessun campo elettromagnetico funzionante profetizza l’oracolo, aggiungendo che alcuni avranno l’impressione che i morti staranno risorgendo dalle loro tombe  e molte persone potrebbero impazzire per lo shock. Circa il 10% dell’umanità potrebbe morire. Dopo questo periodo  di crisi, in cui potrebbero avvenire anche forti terremoti, il sole riapparirà e nel giro di pochi mesi un mondo nuovo sorgerà, più in linea con una crescita spirituale. Naturalmente la NASA ha ignorato la lettera dell’oracolo come una totale sciocchezza. C’è però chi trova nelle parole del lama un raffronto interessante con qualcosa di cui gli scienziati stessi sono rimasti stupiti.

Magnetismo terrestre e venti solari

Il campo magnetico della Terra è diminuito, una diminuzione iniziata 2000 anni fa e che è divenuta particolarmente anomala negli ultimi 20 anni. Le cinque sonde THEMIS della NASA hanno scoperto un’apertura nel campo magnetico della Terra, dieci volte più grande di quanto si pensasse. Quando questo accade il vento solare può passare attraverso l’apertura per “caricare” la magnetosfera e produrre potenti tempeste geomagnetiche. La grande scoperta è avvenuta il 3 giugno 2007 quando le cinque sonde hanno volato attraverso l’apertura. I sensori hanno registrato un torrente di vento solare in direzione della magnetosfera, segnalando un evento di dimensione e importanza inaspettata. Quando i ricercatori hanno investigato nel campo magnetico, hanno scoperto che passava una quantità 20 volte maggiore di vento solare nello schermo protettivo della Terra, quando i campi magnetici erano allineati. Questo significa che l’impatto delle tempeste solari sono venti volte più forti quando le linee magnetiche sono allineate. I campi magnetici della Terra e del Sole saranno in sincronia col picco del ciclo solare, atteso per il 2012. Secondo uno studio del Dr. Mike Lockwood presso i Laboratori Nazionali Rutherford Appleton della California, dal 1901 il campo magnetico generale del Sole si è rinforzato del 230%. Parte dell’attività delle macchie solari dell’ultimo ciclo è stata più grande che mai nella storia.

La NASA ha studiato il fenomeno per comprendere se una maxi-tempesta potrebbe a breve scaraventarsi sul pianeta. E’ già accaduto: nel 1859 una “tempesta perfetta” mise al buio il Nord America, ma erano gli albori dell’era elettrica. Secondo un famoso articolo pubblicato dalla NASA se questo scenario dovesse ripetersi oggi metterebbe ko il sistema di telecomunicazioni, satelliti e distruggerebbe generatori e trasformatori di elettricità. Lo scenario disegnato dalla NASA è che occorrerebbero almeno tre anni per riportare la situazione alla normalità. Uno studio della “MetaTech Corporation” ha rivelato che un impatto simile a quello del 1859 danneggerebbe l’intera rete elettrica nel Nord America. Basti pensare che una tempesta magnetica relativamente debole come quella del 1989, provocata dall’attività solare, ha causato un danno tale all’impianto idro-elettrico canadese che ha lasciato senza elettricità 6 milioni di persone negli USA e nel Canada per nove ore. Tali black-out così diffusi, benchè di rara possiblità, influenzerebbero altri sistemi vitali. “Verrebbe sentito l’impatto su infrastrutture indipendenti come, per esempio, la distribuzione di acqua potabile; di cibo e medicine in 12-24 ore, una immediata o eventuale perdita di condizionamento per aria calda o fredda, di servizi telefonici, nei trasporti, nei rifornimenti di carburante e così via,” afferma il rapporto. Questi problemi richiederebbero mesi per essere risolti, dicono i ricercatori o anche di più. Le banche potrebbero chiudere e i mercati con altri paesi dovrebbero fermarsi. “I servizi di emergenza sarebbero colpiti e si potrebbe perdere il comando e il controllo,” scrivono i ricercatori, guidati da Daniel Baker, direttore del Laboratorio di Fisica Spaziale e Atmosferica dell’Università del Colorado in Boulder. Decisamente uno scenario apocalittico che non scomoda nessuna resurrezione dei morti, né discesa aliena. Che accada nel 2012 o meno gli scienziati guardano con timore al momento la nostra stella.

Sole e tempo

L’attività solare più intensa sul nostro pianeta potrebbe dunque avere un effetto catastrofico sulla tecnologia, creando uno scenario da fine del tempo, ma ancora più particolare sulla materia e indirettamente sul tempo stesso. In pratica alcuni scienziati della Stanford University hanno scoperto un legame insolito tra brillamenti solari e la variazione della costante di decadimento  degli elementi radioattivi sulla Terra.  Le tempeste solari farebbero cambiare la velocità in cui gli isotopi decadono. C’è la possibilità che questo effetto inaspettato sia causato da una particella sconosciuta emessa dal sole, forse i neutrini solari, particelle veloci  quasi quanto la luce e che possono  attraversare il mondo fisico, ovvero gli esseri umani, rocce, oceani e pianeti  praticamente senza interazione. Per capire perché questa variazione sia tanto importante bisogna ricordare che finora il decadimento degli isotopi radioattivi è stato visto come costante, al punto che il Cesio 137 è stato usato per calibrare gli orologi atomici e i calcolatori. Il fatto che il sole possa far variare quell’esatto scadere degli isotopi non è una cosa da poco quindi, sebbene all’uomo comune possa sembrare un’inezia. Se infatti il tempo non è più una costante fissa, ma una proprietà intrinseca della materia, questo ha una implicazione profonda a livello scientifico e non solo. Significa che il tempo  è solo una categoria cognitiva che varia nell’esperienza, ma non esiste come assoluto. Il tempo insomma non esiste in quanto fattore indipendente, ma solo dipendente dalle esperienze.

Senza tempo in una nuova dimensione

Nelle filosofie orientali che il tempo sia solo un concetto è qualcosa di riconosciuto. L’unica cosa ritenuta reale nelle antiche scritture Veda è ciò che non cambia mai, che è permanente ed eterno, ovvero il Sé che vive attraverso ogni forma. Tempo e spazio sarebbero invece solo parte di un’illusione o leela che il Sé sperimenta attraverso la forma umana. Il vero Io di ciascuno di noi sarebbe l’Eterno stesso, mentre il gioco del tempo e dello spazio solo una esperienza percettiva, che varia a seconda delle varie forme. Un’interessante intuizione è circolata negli ultimi mesi sulla Rete, relativa al carbonio 7, un isotopo del carbonio 12 che costituisce la gran parte della materia sul pianeta e la base stessa della nostra biologia. In base a questa ipotesi l’incremento dell’attività solare starebbe per trasformare la materia stessa, portandola ad una nuova vibrazione o una nuova dimensione, trasmutando il carbonio 12 in carbonio 7. Se tempo e spazio rappresentano le nostre quattro dimensioni e coordinate, ci staremmo avviando verso una quinta dimensione, che alcuni maestri spirituali fanno coincidere proprio con quel Sé Eterno.  “Forse questo salto quantico non accadrà; ma in un certo senso non importa, in quanto se c’è la volontà, la prontezza ad abbracciare qualunque cosa la vita porti in ogni momento della giornata questo sarà in se stesso un fare un passo verso l’ignoto e un lasciare andare l’ieri, sarà un distacco dal passato. In questo modo si è già in una nuova dimensione e la Vita può e potrà muoversi in un modo magico e senza limitazioni, senza paura” dice Avasa, maestro di Advaita che da anni condivide il suo messaggio in tutto il mondo in un messaggio pubblicato sul sito Dioni. Avasa prosegue dicendo che non è necessario aspettare un’altra giornata o persino un nuovo momento per ciò che le predizioni promettono che sta per venire, perché se si è aperti e volenterosi a ricevere il nuovo, allora il salto è già accaduto e ciò che è promesso da un mondo governato dal carbonio sette in un momento del futuro, sarà scoperto esser qualcosa che era già qui da sempre. “In questo modo un’altra dimensione sarà solo un’altra esperienza, un altro nuovo giorno come tutti quelli di cui hai già fatto esperienza”, continua Avasa. “Fidati e lascia andare, semplicemente salta senza vedere se o dove atterrerai: in questa caduta libera e sarai libero, libero da quel te di ieri. La vera libertà è libertà dal concetto di essere un qualcuno. Questa realizzazione che non si è una persona è la nuova dimensione”. Il cambiamento  che il 21 dicembre sembra voler portare non ha allora bisogno forse di un futuro per avvenire, ma è già disponibile adesso. Basta essere aperti.

Fonte:

http://www.dionidream.com/fine-dei-tempi-o-fine-del-tempo/

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“La caduta dell’impero” di Giuliana Conforto

Nella gola convergono vari moti: quelli del fluido cerebrale – mosso dalle cellule gliali – quelli del fluido cerebro spinale e quelli della linfa. Lì, nella gola, il sangue bianco – la linfa – si versa nel sangue rosso. I leucociti – le cellule linfatiche dotate di coscienza di sé e legate all’immunità del corpo – confluiscono nel circuito del sangue rosso, pompato dal cuore. Senza un contatto reale e totale tra i moti interni, il corpo si ammala e la psiche è lacerata.

Per ristabilire il contatto dobbiamo riconoscere la causa che lo impedisce: la divisione interna tra il subconscio che crede ai “valori” – denaro, proprietà, carriera – di questa società e il vero Sé, cosciente dell’eternità e dei tanti universi dei quali può essere partecipe. Tale divisione non è naturale, ma prodotta dalla paura di osservare e conoscere se stessi.

L’impero è la paura di essere scoperti per quello che siamo davvero: robot biologici, burattini che hanno agito in modo automatico e ora, come Pinocchio, sono di fronte all’occasione straordinaria di uscire dal “ventre della balena”, cioè dall’utero, dai vari orizzonti che hanno scambiato per realtà.

Significa riconoscere che il subconscio non è la vera identità, non è il vero autore della propria esistenza, ma l’attore che ha recitato un copione suggeritogli da famiglia, cultura e società. Il copione fa parte di una commedia con tre personaggi canonici: la madre, buona e santa, il padre padrone e il nemico fuori.

Il subconscio non si conosce e finge di ignorare ciò che muove le proprie azioni: il bisogno di plauso, il riconoscimento degli altri per cui è disposto a … vendersi. Mentre il corpo fisico usa la Forza – la Vita – ed è quindi in contatto con il Tutto, la mente minore subconscia si attacca a memorie morte – entità – che le donano potere, carriera e successo.

La “realtà” è l’effetto di una serie di riti, usi e costumi che incidono sul nesso ignoto tra corpo e mente. La “conoscenza” educa il subconscio – l’io apparente o robot – a ripeterli senza chiedersi il perché, rendendolo conforme alle regole oppure ribelle, ma comunque ignaro della verità: la Vita.

“Il vero Mago è chi rinuncia ai poteri della magia, ammira e ama la Magia Naturale” scrive Bruno. La Magia Naturale è essere.

Le magie in voga soddisfano il bisogno di avere, come “la legge di attrazione”, un recente successo. Con il nuovo Vento di libertà si può fare tutto, anche usare la legge di attrazione, ma con la consapevolezza che questa non discute, anzi conserva l’impero.

È il dominio di una mente tesa a coltivare il proprio orticello e insensibile al sogno dell’umanità saggia e giusta: utopia, libertà e prosperità, etica naturale.

Le “nuove” magie hanno creato slogan quali “tutto è vibrazione” e continuano così a ignorare le rotazioni, i moti che svelano il “mistero” – l’inganno del tempo lineare – scuotendo il “pilastro” dell’impero.

Le “nuove” magie sono vecchi inganni.

La Forza anima ogni cellula, le dona l’energia vitale necessaria per esercitare tutte le sue funzioni nel totale benessere. Chiamata “debole”, è invece una Corrente impetuosa che supera spazio e tempo e non ha limiti di energia.

È un Vento che spira sempre più forte e … ispira: tutto è intelligente e vivo.

L’Universo è un Organismo e non è una democrazia.

Nella natura, biologica e cosmica, c’è una gerarchia senza privilegi che dona a ciascuno secondo i propri bisogni. Il nucleo di una cellula è distante dagli altri, ma ha la stessa identica memoria genetica dell’intero organismo; comprende la memoria dell’individuo, della specie a cui appartiene e quella di tutto l’ambiente, inclusa la luce gialla del sole. Grazie alla memoria genetica, olografica, tutte le cellule operano in armonia con il governo – il sistema endocrino – (Il sistema endocrino “governa” il corpo e la psiche di ogni essere, suggerendo modi senza imporre leggi e morale. L’etica è naturale per chi è in contatto con la Vita, sente e comprende i Suoi messaggi “segreti”, le emozioni e l’eros.) che nessuno ha votato. Con la secrezione ormonale – che avviene ogni giorno alle prime ore del mattino – il governo dà a ogni essere umano il suo pane quotidiano e riabilita le sue funzioni. In modi diversi tutti gli organismi hanno la capacità di soddisfare i propri bisogni, meno quelli umani.

Purtroppo siamo afflitti dal rumore della mente minore, non sentiamo il canto della Vita che è etica naturale. Il nucleo di ogni cellula è sensibile alle frequenze EUV, in potenziale sintonia con la plasmasfera, con la sua vitalità e … giovialità. Lo dimostrano i bambini, non ancora “educati” a subire la tirannia del subconscio.

Il plasma ha comportamenti collettivi e può essere un ottimo conduttore di quei movimenti interni che sentiamo come sogni, bisogni, aneliti, pensieri liberi e innovativi, utili al benessere di tutta l’umanità.

Il nesso “ignoto” tra corpo e mente è il movimento.

Il rinnovato interesse per il corpo libera la mente dai suoi vecchi vincoli e favorisce il suo contatto con la plasmasfera, ovvero con unostato nuovo, creativo e collegato al tutto, capace di unire la libertà individuale e l’armonia collettiva. Questo include la legge di attrazionein modo ovvio e naturale, favorisce lo sviluppo di una nuova mente che plasma la materia la quale, a sua volta, elimina le rigidità di quellavecchia.

Il processo genera la progressiva sintonia tra corpo e mente purché la psiche plachi i suoi dubbi e le sue ansie.

Nel mito le oscillazioni di Psiche hanno fine quando apre lo scrigno e cade svenuta. Solo allora interviene Eros che la porta sull’Olimpo. Cosa ha potuto capovolgere il corso degli eventi? Uno … specchio dentro lo scrigno.

Psiche sviene quando si osserva e prende coscienza di ciò che prima ignorava. L’auto osservazione le provoca il trauma, necessario per ritrovare non solo l’amante perduto, ma anche un mondo eterno – l’Olimpo – dove si banchetta all’insegna della prosperità e dell’abbondanza.

C’è un altro aspetto interessante: lo “scrigno” è nell’Ade, il mondo dei “morti” che le religioni hanno dipinto come un inferno. Lo “scrigno”, poi, può coincidere con il “nucleo dell’atomo” che lo compone, diverso da quello che compone noi “vivi”.

L’ipotesi è che i due mondi – dei “vivi” e dei “morti” – siano composti di due diversi generi di materia, legati tra loro dal campo debole – l’amore eterno – Eros.

Tale ipotesi non è mitica, ma coerente con il Modello Standard che riconosce l’esistenza di tre generi di materia e tre di antimateria, tutti uniti dal debole e riconosciuti qui, nei laboratori dei “vivi”. Ciò significa ammettere quello che tanti saggi hanno già detto: ogni essere umano è dotato di vari corpi – composti di vari generi di materia – corpi che hanno diversi tempi o durate.

Siamo immortali.

La vera identità, cosciente, non coincide con il corpo fisico, composto di materia normale mortale, ma con il corpo di Luce, il suo eterno compagno, composto dei bosoni W+, W – e Z (Notare che anche la materia normale è composta di tre tipi di particelle: protoni, neutroni ed elettroni).

“La morte è spogliarsi di un abito …” scrive Bruno.

La “solitudine” della psiche è l’effetto dell’ignoranza di se stessa; dipende dall’incoerenza tra il bisogno più cocente – l’amore – e le azioni dispersive e inutili a soddisfarlo, dettate da una mente arrogante che pretende di dirigere il mondo senza sapere che cosa siano la vita e la morte.

Serve una mente nuova, libera dalla serie di inganni di cui è impastata l’attuale società in … crisi. È ovvio che lo sia: si nutre di falsità, non è “democratica” e non è eletta dal popolo; venera un “dio” – il denaro – che non è tale, “vive” con l’ansia per il futuro, la paura dei limiti, della malattia e della morte, affama miliardi di esseri, inquina e sfrutta l’ambiente.

Questa vecchia mente è destinata all’estinzione.

La mente nuova sta emergendo, riconoscendo la coerenza organica che comprende il sensibile e non si limita al visibile. L’auto osservazione è il passo indispensabile per riconoscere l’unità tra corpo, mente e psiche. Non teorico ma pratico, è l’inizio di un cammino che ci richiama alla gioia, alla prosperità e alla libertà vera, sviluppa la sensibilità al linguaggio universale fatto di eros ed emozioni, musica e canto.

Fatti, non parole vane né … formule matematiche.

L’utopia è armonia, coerenza tra movimenti interni ed esterni, movimenti che ci portano verso la libertà individuale e l’armonia collettiva, come succede nel plasma. La psiche cerca l’amore eterno e lo trova quando si rende conto che l’inferno è nella sua stessa mente … lacerata.

Se la psiche ne prende coscienza, l’impero cade.

 

tratto da “Il Parto Della Vergine” di Giuliana Conforto – Edizioni Noesis –

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“5-6 giugno 2012: il varco per l’eternità” di Giuliana Conforto

20 maggio 2012: eclisse anulare di sole e terremoto nel Nord Italia, in una zona che molti consideravano sicura dal punto di vista sismico. Dal 19 maggio, terrorismo e mafia, crisi e scandali in Vaticano, crollo della politica. E’ la fine? Si, di una mentalità.


Intanto a Washington, l’incontro dei G8, con mogli e senza cravatta, ha fatto accordi sulla “crescita”: di cosa, del PIL? Noi vogliamo la felicità, il benessere di tutti e di tutto, esprimere i nostri talenti e non vogliamo pagare i debiti prodotti dalle grandi banche. 

Gli eventi di questi giorni segnano la crisi definitiva e inesorabile del sistema. Basato su spread, PIL e speculazioni finanziarie, la sua crisi riguarda non solo economia e politica, anche la “conoscenza” che lo sorregge. Religioni, scienze, medicina, ecc. poggiano tutte su un pilastro sempre più vacillante, il potere temporale. Con la pretesa di rappresentare l’eternità, il Vaticano lo ha gestito così bene da far dimenticare che al tempo sono legati salari, mutui, debiti, perciò una vita afflitta dall’ansia e dalla paura della morte.

Nei Vangeli, si parla di Luce vera. Nessuna chiesa cristiana la cita più. 
Giordano Bruno ha indicato le sue note e annunciato la sua scoperta avvenuta nel secolo scorso e premiata con vari Nobel. E’ una FORZA che unisce due campi già prima conosciuti: nucleare debole ed elettromagnetico. Chiamata con un nome difficile – elettrodebole – nessuno ha considerato che fosse quella che “dà vita a infiniti mondi” come sosteneva Bruno. Eppure è l’unica che opera su vari generi di materia e di anti materia, dimostra la fisica, ed è anche l’unica, che comprende una LUCE nucleare con tutte le note della Luce vera. “In questo mondo, ma non di questo mondo”, è il lato luminoso, invisibile, ma sensibile, è la VITA che preme per l’evoluzione e sta crescendo con effetti imponenti, ci offre l’energia necessaria per usare tutto il cervello e non solo la mente minore, vincolata alla vista e al lato oscuro: il campo elettromagnetico. Afflitta dal bipolarismo, tipico di questo campo illusorio, la mente minore crede reale solo ciò che vede, cioè una percentuale infinitesima di tutta la massa/energia calcolata. E’ una piccola porzione del cervello, quella però dominante, “educata” a credere nella divisione tra bene e male e, quindi, al nemico di turno; ha bisogno di aderire a filosofie, ideologie o “spiritualità” e non si interroga sul vero mistero: la materia nucleare.

Non appena avvenuto il terremoto in Emilia, si è scatenata la rete, cioè la mente minore che cerca colpevoli e, tra questi, il solito progetto H.A.A.R.P. l’insieme di antenne installate dagli USA al Polo Nord. Chi lo fa ignora che il campo elettromagnetico ha energia molto bassa e non certo sufficiente a provocare terremoti. H.A.A.R.P. ha una funzione nefasta, ma non quella che si vuole credere: crea un campo magnetico artificiale e così sostituisce quello naturale che si sta allontanando dai poli e così potrebbe svelare le astronavi e cioè un futuro sempre esistito. Con le antenne si evita la rivelazione che siamo afflitti da una gigantesca illusione ottica. Non invito a credermi ma a verificare che cosa effettivamente osserva la scienza: quasi niente. La realtà non è quella che vediamo, ma quella che sentiamo con la nostra MENTE SUPERIORE. E’ la porzione più cospicua del cervello, composta di cellule che non usano l’elettricità e quindi non sono afflitte dal bipolarismo. La MENTE SUPERIORE è, ormai a giudizio unanime, la sede della coscienza; sensibile a eros ed emozioni, nutre e supporta la mente minore e potrebbe dirigere l’armonia dell’interno sistema nervoso, se questa non fosse “educata” a controllare le emozioni e a dividerle dall’eros. Se la MENTE SUPERIORE usa la LUCE vera, come propongo, è in comunione naturale con gli infiniti universi paralleli, sempre sognati e ora calcolati, può percepire gli infiniti mondi intelligenti finora nascosti dal “velo dell’illusione”, il lato oscuro, il campo elettromagnetico.

“I morti risorgeranno” scrive Giovanni nell’Apocalisse. Non sono certo i cadaveri, ormai ridotti in polvere, che riprendono vita. E’ l’uso cosciente della propria MENTE SUPERIORE che ci consente di percepirli e di riconoscere che sono vivi e senzienti; i loro corpi sono fatti di materia oscura che non riflette la luce elettromagnetica. Molti hanno ora sogni e sensazioni, contatti, che svelano le abilità della propria MENTE SUPERIORE.
 Secondo me, sta per cominciare la grande avventura che ci porterà a scoprire chi siamo e che gli eventi ci aiutano a intravedere.

Il terremoto in Emilia ha coinciso con l’eclisse, l’allineamento tra sole, luna e terra. Pochi sanno che, durante le eclissi, la gravità e la rotazione della terra cambiano. Il fenomeno è noto come “effetto Allais”, osservato per la prima volta nel 1954 dall’economista francese, Maurice Allais, che poi ha vinto il premio Nobel per l’economia nel 1988. Un mero caso? Per me è un indizio che la “crisi” è il preludio alla rivelazione annunciata da millenni: la realtà apparente è una matrix, una scuola virtuale dominata dal lato oscuro – il campo elettromagnetico – dove possiamo imparare a usare il lato luminoso e così scoprire che siamo immortali.

Le due discipline – economia e gravità – sembrano slegate e, invece, sono legate da un’idea falsa: il “valore” della moneta, il grande bluff al quale diamo credito e che così rendiamo reale. Per l’economia è una convenzione, decretata dal Fondo Monetario Internazionale e, per la scienza, è la massa di un corpo, definita come rapporto rispetto a una massa campione. Il fatto è che tutte le masse, incluse quelle dei nuclei atomici che compongono qualsiasi corpo, stanno cambiando; si sta innescando una nuova relazione tra la materia nucleare e quella FORZA fulminea e straordinaria che è la LUCE vera. E’ in atto l’alchimia organica, nota anche come resurrezione del corpo, che ci consente di liberarci da tutti i vincoli, tra i tanti, anche la gravità.

Cito una testimonianza: “Il boato e il movimento della terra sono stati micidiali, tutti siamo corsi fuori spaventati. La sensazione fisica è stata di “distacco” e senza la gravità…” Urge la coscienza che la “conoscenza” è afflitta da una colossale ignoranza: il ruolo cruciale della VITA ETERNA. E’ una FORZA che, come tutte le forze universali, è indipendente dal tempo e dallo spazio e, quindi, eterna. Se è la LUCE nucleare Z, come sostengo, la VITA si manifesta attraverso gli organismi, in particolare quelli umani che possono sentirla come COSCIENZA, esprimerla come etica, libertà individuale, benessere, prosperità e armonia collettiva. Questa LUCE nucleare è un flusso imponente di
 particelle (bosoni Z) che ci penetrano e con le quali siamo quindi in comunione naturale, senza alcun bisogno di presunti rappresentati di Dio o di maestri spirituali. I leader politici sono utili se e solo se sono capaci, onesti, lavorano per il bene comune e non per gli interessi di poche, grandi banche; se pontificano, che vadano a casa, ne abbiamo avuto abbastanza.

Il 6 giugno 2012 c’è l’allineamento tra Venere, Terra e Sole, evento che può segnare l’inizio della grande avventura predisposta dalla VITA: IL BALZO NEL FUTURO. E’ la rivelazione del colossale inganno: il potere temporale e cioè l’idea che esista un unico tempo, alieno e immutabile da cui dipendono le attività sociali, i salari, i debiti, i mutui ecc. Nessuno sa che cosa è il tempo. E’ relativo ed elastico, ha dimostrato Einstein; non è unico, dicono le teorie post relativistiche. Ci sono tanti tempi, ognuno con un ritmo che dipende dalla velocità di rotazione, a sua volta, effetto della relazione con l’unica FORZA, la LUCE nucleare che può cambiarla in nano secondi.

Che cosa rappresenta questo allineamento? Un varco per l’eternità, secondo me. La superficie della Terra gira in senso anti orario e, per noi qui inchiodati, tutto procede in verso opposto cioè orario, dal passato al futuro. La superficie di Venere, invece, gira in senso orario e per i “suoi” osservatori, tutto va dal futuro al passato. I “suoi” osservatori potrebbero essere quelli che chiamiamo “morti” e che invece sono vivi, solo spogli dell’abito – il corpo fisico – fatto di materia “normale”, l’unica che possiamo osservare tramite il solito “velo”, il campo elettromagnetico. L’allineamento può rivelare l’eterno presente. Io sento che è legato a Roma.

Venere è, per il mito, la genitrice di Roma, la dea della bellezza e dell’amore, della sessualità condizionata per millenni dalla paura del giudizio di un Dio che, prima, l’avrebbe creata e, poi, l’ha proibita. Possiamo capire che la chiave del “potere” sta nel dividere l’eros dalla psiche, evitare l’uso cosciente della MENTE SUPERIORE, sensibile alle emozioni e indipendente dal bipolarismo. E’ l’opportunità per acquisire una percezione nuova, non più limitata al solo campo elettromagnetico – il lato oscuro – ma capace di usare anche la LUCE nucleare che ci lega a infiniti universi vivi e intelligenti e ci dona la coscienza dell’immortalità.

Gli eventi di maggio indicano un bivio tra chi crede ancora alla lotta bipolare, funzionale al potere e chi, invece, si rende conto che è una commedia, giunta ormai alle ultime battute. La VITA non fa elezioni, fa selezione, in fondo un’auto-selezione, una scelta tra due modi diversi di percepire. Quello vecchio usa solo la mente minore che si agita tra memorie false del passato e l’ansia per il futuro. Il modo nuovo opera nel presente, coltiva l’armonia tra eros e psiche, partecipa con gioia ed entusiasmo alla grande avventura predisposta dalla VITA.

La scelta tra i due modi è individuale e libera, dipendente solo dalla propria volontà.

P.S. Alcuni mi scrivono che il problema è il Carbonio 12, marcato dal numero della bestia 666, perché ha 6 elettroni, 6 protoni e 6 neutroni.
 La soluzione è il Carbonio 7 (6 protoni e 1 neutrone) secondo loro, un passaggio che richiede l’alchimia. Bene, sono contenta che si confermi ciò che si sta ripetendo da secoli, cioè che serve l’alchimia, ma contare i neutroni è difficile e inutile: per percorrere la via, l’alchimia, contano le sensazioni, le emozioni e la loro comprensione.

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Coma profondo … o forse no?

Coma profondo … o forse no?

Coma profondo… o forse no?

La condizione di stato vegetativo è tra le più angoscianti che un essere umano possa sperimentare. È un limbo sospeso a metà tra la vita e la morte, dove non è chiaro fino a che punto si possa definire il soggetto ancora vivo o meno; e da qui nascono molte controversie di tipo etico tra chi ritiene necessario “staccare la spina” e chi invece impone che le cure vengano prestate a oltranza. Due anni fa l’esito di un esperimento rivoluzionario ha riaperto improvvisamente il dibattito, poiché, se fosse confermato, bisognerebbe accettare l’idea che, in alcuni casi di pazienti vegetativi, esiste ancora una chiara percezione del mondo esterno e quindi, forse, la presenza di una coscienza.

Voci nella mente

Nel 2010 Adrian Owen, neuroscienziato all’Università di Cambridge, e i suoi colleghi dell’Università belga di Liège, sottoposero il cosiddetto “paziente 23” a risonanza magnetica funzionale, un metodo di imaging del cervello che permette di evidenziare l’attivazione di determinate aree associate a particolari funzioni mentali. Owen iniziò a fare delle domande al paziente, da cinque anni in stato neurovegetativo, a malapena vivo dopo un incidente d’auto. Incredibilmente, il paziente prese a rispondere attraverso l’attivazione di alcune aree del cervello. Fino ad allora, era stato dimostrato che pazienti in stato vegetativo possono sembrare svegli, effettuare movimenti oculari, svolgere altre funzioni di base e possedere un ciclo sonno-veglia, ma nessuno si era mai spinto a sostenere che fossero davvero coscienti: le parti del cervello legate all’auto-consapevolezza, al riconoscimento dell’ambiente esterno e alla memoria sono irrimediabilmente danneggiate.

L’immagine mostra le scansioni del cervello del paziente 23 corrispondenti a una risposta affermativa o negativa alle domande sottoposte dall’équipe di Owen.

Naturalmente, dalla pubblicazione della scoperta il dibattito si è fatto vivacissimo, in quanto destinato a stravolgere completamente le procedure cliniche messe in campo in questi casi, con conseguenze di enorme importanza sul piano etico, qualora i dati fossero confermati. In effetti alcuni studiosi mettono in dubbio che la risonanza magnetica funzionale possa davvero dimostrare una coscienza del paziente, e non piuttosto una risposta automatica, istintiva. Ma il professor Owen è addirittura convinto che sia possibile stabilire un contatto tra medico e paziente, e tra familiari e paziente, per rispondere alle esigenze di quest’ultimo.

Owen aveva già ottenuto, in precedenza, risultati incredibili nel corso delle sue ricerche. Nel giugno 2006 chiese a una giovane ragazza in stato vegetativo da cinque mesi dopo un incidente di immaginare di giocare a tennis e camminare tra le stanze di casa sua. Quando si chiede a pazienti coscienti sottoposti a imaging funzionale di immaginare una partita di tennis, vengono sempre attivate le stesse aree del cervello all’interno della corteccia motoria, mentre quando un soggetto immagina di camminare all’intero della propria casa si attiva un’area nota come circonvoluzione paraippocampale. Ebbene, la risonanza mostrò che le stesse aree del cervello si attivavano nella ragazza in stato vegetativo. Il risultato fu pubblicato sulla rivista Science provocando non poco scalpore.  Alcuni suggerirono che si trattasse di un riflesso istintivo legato all’ultima parola della frase, di solito associata al termine da immaginare (“tennis”, “casa”). Successivi esperimenti con frasi diversamente strutturate hanno tuttavia smentito quest’ipotesi.

Instaurare un dialogo con pazienti in coma

Il caso del paziente 23 è naturalmente destinato ad ancora più clamore. In quel caso, infatti, il professor Owen e la sua équipe internazionale sono riusciti a instaurare un dialogo con il paziente in stato vegetativo, chiedendo per esempio di immaginare di giocare a tennis se la risposta a una domanda fosse stata “sì” o di camminare per casa se la risposta fosse stata “no”. Sottoposto a domande di tipo personale, per esempio sul nome del padre o sul numero di fratelli o sorelle, il paziente 23 ha risposto sempre correttamente a cinque domande su sei, mentre in un caso non ha fornito risposta. Questo non vuol dire, chiarisce Owen, che i soggetti nel medesimo stato posseggano davvero consapevolezza: la coscienza e la consapevolezza non si limitano a una risposta di tipo binario “sì/no” a una domanda, ma sono piuttosto il prodotto che emerge dalla funzionalità di diverse aree del cervello.

Anche se, secondo le stime, almeno il 20% dei pazienti in stato vegetativo potrebbe essere in grado di comunicare con l’esterno attraverso questo tipo di approccio, non si tratta comunque di un modo per guarire: la donna del tennis morì un anno dopo l’esperimento e il paziente 23 è ancora nel medesimo stato. Ma sarebbe comunque un buon modo per interagire con i soggetti e per dare un po’ di consolazione alle famiglie. Grazie a generosi sovvenzionamenti per ben 20 milioni di dollari, Owen ha ora avviato una nuova fase delle proprie ricerche, utilizzando non più i costosi scanner di risonanza magnetica funzionale ma i più banali elettroencefalogrammi, trasportabili su una macchina. Ogni anno, indagherà 25 pazienti non solo attraverso la sollecitazione uditiva, ma anche mediante gusto e olfatto. E proverà a verificare se tali pazienti sono capaci di pensieri più complessi. Ma la frontiera più estrema sarà quella di indagare sulla reale condizione dei soggetti: se essi provino o meno dolore e, soprattutto, se siano in grado di rispondere veramente alla domanda più importante, se cioè di fronte alla certezza di non poter guarire vogliano o meno staccare la spina.

http://scienze.fanpage.it/coma-profondo-o-forse-no/

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Comunica con i medici dal coma: “Non soffro”

Avevamo già parlato tempo fa delle straordinarie potenzialità della risonanza magnetica funzionale per “leggere” nella mente di soggetti in stato vegetativo e verificare la loro capacità di comunicare con l’esterno. A mettere a punto una tecnica in grado di instaurare una sorta di dialogo con un paziente in coma è stato per primo Adrian Owen, neuroscienziato dell’Università di Cambridge, che nel 2010 la applicò con successo al cosiddetto “paziente 23”, un uomo da cinque anni in stato vegetativo dopo un grave incidente d’auto. Da allora, il dottor Owen ha cercato di applicare la tecnica ad altri pazienti per convincere la comunità scientifica, colpita ma non ancora del tutto convinta, della reale possibilità di utilizzare non solo scanner a imaging cerebrale ma anche più banali elettroencefalogrammi per comunicare con soggetti in coma. E adesso sembra essere arrivata una nuova importante conferma da un paziente canadese. Il dottor Adrian Owen dell’Università di Cambridge, autore della tecnica di imaging per comunicare con i pazienti in stato vegetativo.

Il caso Scott – Routley Scott, oggi 39enne, è da dodici anni in stato vegetativo dopo aver subito una grave lesione cerebrale in un incidente d’auto. Per quanto apparentemente in grado di seguire il naturale ciclo sonno-veglia e pur avendo gli occhi aperti, Scott non ha mai risposto a nessuno stimolo sensoriale, sia esso uditivo, visivo, tattile, olfattivo. Come nella stragrande maggioranza dei casi di persone in tale condizioni, per i medici Scott era del tutto impossibilitato a percepire segnali dall’esterno. Ma il dottor Owen e la sua équipe hanno dimostrato il contrario. La tecnica è molto semplice ed è usata in tutti i casi studiati dal neuroscienziato. Attraverso l’imaging cerebrale, sappiamo che quando chiediamo a una persona di immaginare di giocare a tennis si attiva una particolare area del suo cervello, e che un’area diversa si attiva quando le chiediamo di immaginare di camminare in casa propria. La risonanza magnetica funzionale evidenza l’attivazione di tali aree cerebrali nei soggetti coscienti, ma fino a poco tempo fa la tecnica non era mai stata applicata a pazienti in stato vegetativo. Eppure, sembra invece che chiedendo a un soggetto apparentemente incosciente di immaginare di giocare a tennis o camminare per casa, si attivano esattamente le stesse aree nel suo cervello.

Rispondere sì o no – Partendo da questa importante scoperta, è stato facile mettere su un sistema per porre delle domande a tali pazienti. Chiedendo di immaginare di giocare a tennis quando la risposta alla domanda del medico è “sì” e di immaginare di camminare per casa quando la risposta è “no”, è possibile monitorare le risposte del paziente. Dopo aver correttamente risposto ad alcune domande personali sulla sua vita e la sua famiglia, che hanno dimostrato la sua capacità di intendere i quesiti posti dagli scienziati, Routley Scott ha risposto anche negativamente alla domanda dei medici se provasse dolore. Ciò dimostrerebbe dunque che Scott non è realmente in uno stato vegetativo e che è capace di intendere ciò che avviene all’esterno, pur essendo privo di qualsiasi strumento di interazione, fatto salvo appunto il suo cervello.

Dilemmi bioetici – Il commento di Adrian Owen è entusiasta: “Scott è stato in grado di dimostrare che ha una mente conscia e pensante. Lo abbiamo analizzato più volte e il suo modello di attività cerebrale mostra che sta chiaramente scegliendo di rispondere alle nostre domande. Crediamo che sappia chi è e dove si trova”. Di per sé, non si tratta di una scoperta in grado di far uscire i pazienti dal loro stato, ma potrebbe migliorare la loro qualità di vita e quella dei loro familiari, che potrebbero essere in grado di utilizzare in futuro tecniche più precise per comunicare con i pazienti. Ma ciò solleva anche forti perplessità etiche che riaprirebbero il dibattito sull’eutanasia e il diritto dei familiari di chiedere la sospensione dell’accanimento terapeutico per soggetti in stato vegetativo, come nel caso di Eluana Englaro. Secondo Owen, solo una percentuale non molta alta di pazienti in questo stato – intorno al 20% – sarebbe in grado di comunicare attraverso l’imaging cerebrale. Per gli altri, forse, non ci sarebbe niente da fare. Ma i condizionali sono d’obbligo: bisognerà ripetere gli esperimenti in condizioni diverse e con équipe diverse, nonché su soggetti diversi, per comprendere fino a che punto la tecnica di Owen dimostra che il “coma profondo” non è poi così profondo, e che molti di questi pazienti sono in grado di intendere e di volere.

Fonte:

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Aldo e Eva

Aldo e Eva

Aldo e Mario Verger, Rocca D’Arazzo, 2000

     Aldo e Eva. Rocca D’Arazzo, 2000

Eva – 31/05/05

 

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Aldo e Eva (Video)

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Emanuele Crialese

Emanuele Crialese nasce il 26 luglio 1965 a Roma da genitori siciliani. Studia alla New York University dove si laurea nel 1995. Dopo aver girato diversi corti, esordisce con un lungometraggio nel 1997, Once We Were Strangers, una coproduzione italo-americana, finanziata da un produttore che aveva notato Crialese durante il suo periodo di apprendistato negli Stati Uniti. Nel Dizionario del Cinema Morandini, infatti, la voce relativa alla produzione titola “Usa-It”. Seguono i lungometraggi Respiro e Nuovomondo, entrambi ambientati in Sicilia, film che riscuotono notevole successo di critica e di pubblico, in particolare all’estero, specialmente in Francia. Nuovomondo viene presentato in concorso ufficiale alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nel settembre 2006, riscuotendo un buon successo di pubblico che gli valse uno speciale e non previsto Leone d’Argento e la candidatura italiana per il miglior film straniero dell’Academy Award (Premio Oscar) oltre a tre David di Donatello. Il suo quarto lungometraggio, Terraferma, la cui trama tratta dell’immigrazione clandestina dall’Africa in Italia, è stato presentato al Festival di Venezia 2011 in cui è stato accolto con una standing ovation. Il film è uscito nelle sale italiane il 7 settembre 2011.

 

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